dicembre 2008


Normalmente la zucca si trova in vendita a fette e quindi il “problema dei semi” non vi toccherà particolarmente; se invece avete le vostre zucche o ne acquistate di piccole, avrete a disposizione una discreta quantità di semi di zucca che, probabilmente, butterete!!!

ORRORE!!!
Ho sempre pensato che la natura (o chi per essa) ha provvisto il necessario per gli uomini di ogni zona e/o regione nel raggio ragionevolmente raggiungibile da un essere umano non meccanizzato!

I semi di zucca sembrano dimostrare questa teoria essi contengono:
omega-3 e omega-6, proteine, vitamine (specie B e E) e minerali.
In Germania e nei paesi dell’est ci fanno l’olio da usare crudo sulle insalate e noi li buttiamo, andando poi a comprare i vari integratori perchè hanno, ad esempio, una riconosciuta azione antinfiammatoria sulla prostata...

Stando al sito http://www.scienzavegetariana.it i semi di zucca contengono meno omega 3 dei semi di lino (per 100 g. siamo a 5 contro 17) ma i semi di zucca li abbiamo già in casa (se decidiamo di comprare una zucca intera o di coltivare zucche) e sono molto più piacevoli da sgranocchiare anche per i bambini.

Passiamo alle ricette per prepararli, ce ne sono due:

Primo metodo:
Pulire bene i semi di zucca da ogni filamento o quasi  (non è un lavoretto facile facile, o meglio, è un pò noiosetto, ma il risultato vale la pena) e sciacquarli bene. Io li lascio a bagno qualche ora, cambiando l’acqua ogni tanto.
Metterli in un pentolino con una bella “pizzicata” di sale fino, mescolare e lasciare il pentolino a lungo nell’angolo della stufa dove il calore è meno forte. Ogni tanto mescolare in modo che tutti i semi si asciughino bene. Più i semi stanno sulla stufa e più croccanti diventano, ma non bisogna farli abbrustolire.

Secondo metodo:
Dopo averli ben puliti (da questo credo che non ci sia scampo) farli bollire per una decina di minuti in acqua salata, poi scolarli e farli seccare e/o abbrustolire un pò,  a seconda dei gusti in forno.

Note alla ricetta:

[1] La prima volta che ho trovato questa ricetta (metodo1) chi la spiegava raccontava di come li faceva sua nonna quando lei era bambina e diceva che la nonna utilizzava un barattolo tipo quello dei pelati per cuocerli sulla stufa. Pensandoci, visto la camera d’aria che si formerebbe sotto al fondo del barattolo per via del bordino, potrebbe essere un buon metodo per farli asciugare a temperatura molto bassa.

[2] Pulendo i semi di zucca non ho potuto fare a meno di chiedermi come diavolo fanno a pulire industrialmente i semi. Le possibili risposte che mi sono data non sono belle, sarebbe interessante sapere come fanno davvero.

Alla cena della Zucca, organizzata l’anno scorso al presidio NoTav di Venaus, Patrizia aveva servito delle polpette di zucca con una salsa ricca di cipolle.

Qualche giorno dopo a casa, avendo un pezzo di zucca disponibile ma, tanto per cambiare, poca voglia di spignattare (fai cuocere la zucca, prepara le polpette, falle cuocere ed a parte fai la salsa con le cipolle! Troppo elaborato per la mia idea di cucina quotidiana) allora  ho pensato di cucinare questo (in pratica è la ricetta del fegato alla veneta con la zucca al posto del fegato: roba da leccarsi i baffi!):

Ingredienti: zucca, cipolle, olio,  sale.

Sbucciate le cipolle e tagliatele a fettine non troppo sottili (diciamo mezzo centimetro o qualcosina in più ma assolutamente sotto al centimetro?). Non chiedetemi quante, diciamo un paio non troppo grosse, abbastanza da coprire il fondo della padella. 
Fatele appassire  con un poco d’olio. Cosa vuol dire fatele appassire? Beh, se tenete il fuoco troppo alto le cipolle friggeranno colorandosi e cambiando di sapore, per farle rimanere “dolci” bisogna cucinarle a fuoco basso, aggiungendo un pochino d’acqua se vi sembra che la loro acqua naturale si è asciugata.

Aggiungete dei tocchetti di zucca (quanta? a ridaje: non lo so, diciamo che tagliata a pezzi di circa due centimetri per lato, deve formare un solo strato nella padella), salate e proseguite la cottura fino a che la zucca, punzecchiata con una forchetta, non vi sembra morbida. Assaggiate, aggiungete sale se necessario, e godetevi questo piatto che rifarete molte altre volte.

Note alla ricetta:

[1] Resistete assolutamente alla tentazione di dire ad un bambino che odia le cipolle, che quello che ha appena mangiato con tanta golosità facendo addirittura il bis, contiene della cipolla: strano ma vero non mangerà mai più la stessa preparazione.

[2] Parlandone in giro ho saputo che qualcuno aggiunge delle patate alla preparazione. non viene male, solo mettete le patate nelle cipolle 5 minuti prima della zucca. Le patate cuocciono più lentamente.

[3] Non saprei dire se questa ricetta può essere definita un secondo ed un contorno. Per mia abitudine non cucino troppe cose alla volta, quindi per me è un secondo o anche un piatto unico.

o vellutata di zucca, o minestra di zucca… chiamatela come vi pare.

Ingredienti:  zucca, patate, uno spicchio d’aglio, qualche aghetto di rosmarino, olio di oliva e pepe nero macinato fresco (mi piace tantissimo nelle zuppe), sale.

Prendete della zucca, se necessario sbucciatela (non tutte le varietà di zucche han la buccia “antipatica” e quelle che ho io al momento, varietà hokkaido non richiedono di essere sbucciate) e tagliatela a tocchetti.

Quanta zucca? -mi direte voi- E che ne so? -vi risponderò io…-
dipende da quanti siete, da se volete fare un esperimento o se invece ne volete fare un piatto principale. Io mi sono regolata così la prima volta: ho preso la pentola che di solito uso per zuppe e minestre e l’ho riempita di tocchetti di zucca per un terzo.

Sbucciate le patate, tagliatele a tocchetti ed aggiungeteli alla zucca.
Quante patate? La stessa quantità della zucca, quindi, rigorosamente ad occhio, un altro terzo di pentola…

Aggiungete lo spicchio d’aglio ed il rosmarino (se volete), coprite d’acqua (magari che superi di un dito le verdure), salate un poco (fatevi la vostra misura, salate un poco subito poi quando il passato sarà pronto, assaggiate e, se è il caso, aggiungete sale a poco a poco) e mettete a cuocere.

Dopo un tot, diciamo mezzoretta (in realtà non ho mai guardato l’orologio perchè di solito io metto a bollire sul gas poi, appena bolle, sposto sulla stufa e lascio lì fino a che mi viene fame o mi sembra ora di cena, ma mezzoretta mi pare la giusta misura per patate a pezzetti e per una verdura come la zucca che si disfa al solo guardarla) prendete un frullatore ad immersione e passate il tutto.

Servite (mamma! come sono fine oggi, ma potevo mica scrivere “scodellate”, siamo su un blog pubblico, perdinci!)  aggiungendo un cucchiaio di olio di oliva extraverginediprovenienzafidata e, se volete, del pepe nero macinato fresco.
Dei crostini non guasteranno, anzi…
La prima volta che ho mangiato questo passato cucinato da altri, me lo han servito con a parte dei semi di girasole leggermente tostati in padella, del lievito di birra e del germe di grano in fiocchi. non male.

Note alla ricetta:

  1. Non ho mai provato ma sarebbe il caso di provare a passare le verdure con il vecchio passaverdure a manovella, così si risparmia energia e si impara che gli elettrodomestici elettrici non sono indispensabili. La cosa che potrebbe diventare utile sia in caso di crisi energetica (capiterà? non capiterà? e chi lo sa? Intanto io mi preparo) sia in caso di vacanza in montagna nella baita di amici (se si ha la fortuna di averne con una baita isolata dal mondo)
  2. Ieri sera mi è venuta in mente una possibile variante (non amo troppo i passati senza niente da “mordere”): e se ci aggiungessi dell’orzo bollito? secondo me si abbina bene, è da provare. Dico orzo bollito perchè il passato mi viene così spesso che aggiungere dell’orzo e lasciarlo cuocere nel passato vorrebbe dire “stare dietro alla pentola” rimestando in continuazione. Se invece si fa bollire a parte il problema è superato, si scola, si aggiunge al passato, si lascia un paio di minuti a prendere sapore e voilà! Proverò e poi vi dirò cosa mene pare

Mi sono regalata due bei giorni di ferie grazie alle nevicate copiose. Due belle giornate passate a fare proprio niente o quasi. Avrei avuto il tempo di fare il dado con il metodo a caldo ma i porri ed il sedano sono rimasti di là, nel sottoscala al fresco.

La pigrizia, o meglio per dirla con Hesse, il piacere dell’ozio, è una delle mie caratteristiche ma poco si accoppia con la voglia di imparare a coltivare il piccolo orto che ho. Dovrò migliorare.

Ho passato due giorni quasi totalmente internettiani ricchi di informazione e quindi anche di dubbi.

E’ curioso, ma più ti informi e più ti prendono i dubbi. Prendiamo ad esempio il cibo. Da qualche tempo rifletto sul fatto che devo rassegnarmi: la mia testa non lo ha ancora capito ma ho un ‘età, forse non sarebbe male cominciare ad alimentarsi meglio.

E qui cominciano i primi problemi, io vivo di cose tipo pane-pasta-patate, mangio frutta un paio di volte l’anno e verdura poco di più. Alle volte, per far contento il mio compagno compro della carne o del pesce.

Leggi in giro e pare che non sia proprio bello, cioè, va bene mangiare pasta e qualche legume ma comunque non basta.

Il problema è che se incominci a informarti finisci con il non capirci più niente.

Per esempio, secondo i crudisti bisognerebbe mangiare tutto crudo e già lì mi viene male, si può immaginare di mangiare qualcosa di crudo tipo un’insalata d’inverno? si si può, ma vivere di cose così mi riesce proprio difficile da pensare. Senza parlare poi del casino delle associazioni, del mangiare alcune cose tot tempo dopo aver mangiato altro (per esempio la frutta secca x tempo dopo il normale pasto) degli integratori alimentari (che mi puzzano assai, se ti alimenti correttamente che bisogno hai di integratori che magari vengono dall’altra parte dle mondo?).

Non ci siamo, troppo dura per me.

Parliamo dei vegetariani… ecco quello potrei farcela, ma arrivano gli uccelli del malaugurio a dire che solo frutta e verdura (io aggiungerei qualche uovo perchè non saprei vivere senza frittata di borragine) non bastano, che questo e quello non sono sufficienti e…

…e poi, scusate la fissazione,  oggi come oggi e cioè fino a che il mio orto non produrrà verdura a sufficienza per sfamarmi almeno per 3/4 dell’anno non ci penso proprio. Alle volte infatti mi chiedo se ad esempio una ciotola di comune insalata comprata al supermercato, magari già lavata, fa più bene per le caratteristiche che ha o fa più male per tutte le porcherie che hanno usato per  coltivarla, proteggerla conservarla etc etc etc

Che alternative restano?

Leggendo un documento che ho trovato grazie all’orto di carta di Nicola che parlava della coltivazione dei cereali ho letto delle proprietà del miglio (si quello che diamo agli uccellini ma che una volta era parte importante dell’alimentazione delle genti di montagna)  che sembrerebbero veramente importanti.

Inutile dire che non mi piace granchè, ho provato a cucinarlo da solo ed ha una consistenza granulosa al palato ed un sapore che… beh.. al momento lo sto aggiungendo ad altre preparazioni, tipo alle varie zuppe di cereali che si trovano in giro, e così va bene, ma da solo…

Però… (io ho sempre dei però) parlando con una conoscente che di mestiere fa la dietista mi sono sentita dire: ma il miglio è gozzigeno! Urca! fa venire il gozzo. Ripensandoci ora ma che razza di discorso è? Mica le ho detto che volevo passare ad un’alimentazione esclusivamente di miglio! Comunque le ho chiesto della documentazione, vedremo se e quando si ricorderà.

Resta il fatto che ogni volta che pensi: ecco questa è una cosa salutare da mangiare, se insisti nella ricerca ti trovi di fronte all’affermazione opposta, e tu che stai nel mezzo non capisci più niente. Forse dovrei eleggere due o tre personaggi di quelli che scrivono libri sull’argomento a miei padri putativi, prendere ciò che scrivono ed applicarlo alla lettera, seguendoli come nuovi profeti.  Ma questo cozza notevolmente con il mio carattere e quindi niente da fare…

Diciamo che per il momento continuo a navigare a vista, ho preso il sale integrale che pare che contenga molti oligoelementi importanti e cerco di cucinare cose diverse, come per esempio la zucca che ho cucinato una zucca ieri ed oggi (compesi i suoi semi…) di cui  vi scriverò le ricette

Piccola riflessione: per i miei esperimenti culinari penso che sarebbe meglio trovare qualcuno che già cucina abitualmente alcune cose (tipo il miglio) ed assaggiarlo cucinato da loro, almeno eliminerei il dubbio di non essere stata capace a cucinarlo io e saprei a colpo sicuro quali esperimenti fare e quali no.