o vellutata di zucca, o minestra di zucca… chiamatela come vi pare.

Ingredienti:  zucca, patate, uno spicchio d’aglio, qualche aghetto di rosmarino, olio di oliva e pepe nero macinato fresco (mi piace tantissimo nelle zuppe), sale.

Prendete della zucca, se necessario sbucciatela (non tutte le varietà di zucche han la buccia “antipatica” e quelle che ho io al momento, varietà hokkaido non richiedono di essere sbucciate) e tagliatela a tocchetti.

Quanta zucca? -mi direte voi- E che ne so? -vi risponderò io…-
dipende da quanti siete, da se volete fare un esperimento o se invece ne volete fare un piatto principale. Io mi sono regolata così la prima volta: ho preso la pentola che di solito uso per zuppe e minestre e l’ho riempita di tocchetti di zucca per un terzo.

Sbucciate le patate, tagliatele a tocchetti ed aggiungeteli alla zucca.
Quante patate? La stessa quantità della zucca, quindi, rigorosamente ad occhio, un altro terzo di pentola…

Aggiungete lo spicchio d’aglio ed il rosmarino (se volete), coprite d’acqua (magari che superi di un dito le verdure), salate un poco (fatevi la vostra misura, salate un poco subito poi quando il passato sarà pronto, assaggiate e, se è il caso, aggiungete sale a poco a poco) e mettete a cuocere.

Dopo un tot, diciamo mezzoretta (in realtà non ho mai guardato l’orologio perchè di solito io metto a bollire sul gas poi, appena bolle, sposto sulla stufa e lascio lì fino a che mi viene fame o mi sembra ora di cena, ma mezzoretta mi pare la giusta misura per patate a pezzetti e per una verdura come la zucca che si disfa al solo guardarla) prendete un frullatore ad immersione e passate il tutto.

Servite (mamma! come sono fine oggi, ma potevo mica scrivere “scodellate”, siamo su un blog pubblico, perdinci!)  aggiungendo un cucchiaio di olio di oliva extraverginediprovenienzafidata e, se volete, del pepe nero macinato fresco.
Dei crostini non guasteranno, anzi…
La prima volta che ho mangiato questo passato cucinato da altri, me lo han servito con a parte dei semi di girasole leggermente tostati in padella, del lievito di birra e del germe di grano in fiocchi. non male.

Note alla ricetta:

  1. Non ho mai provato ma sarebbe il caso di provare a passare le verdure con il vecchio passaverdure a manovella, così si risparmia energia e si impara che gli elettrodomestici elettrici non sono indispensabili. La cosa che potrebbe diventare utile sia in caso di crisi energetica (capiterà? non capiterà? e chi lo sa? Intanto io mi preparo) sia in caso di vacanza in montagna nella baita di amici (se si ha la fortuna di averne con una baita isolata dal mondo)
  2. Ieri sera mi è venuta in mente una possibile variante (non amo troppo i passati senza niente da “mordere”): e se ci aggiungessi dell’orzo bollito? secondo me si abbina bene, è da provare. Dico orzo bollito perchè il passato mi viene così spesso che aggiungere dell’orzo e lasciarlo cuocere nel passato vorrebbe dire “stare dietro alla pentola” rimestando in continuazione. Se invece si fa bollire a parte il problema è superato, si scola, si aggiunge al passato, si lascia un paio di minuti a prendere sapore e voilà! Proverò e poi vi dirò cosa mene pare
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