…anche se il mio, io, lo chiamo giardino.
Non so perchè, non è un granchè, è piccolo, è ombroso, pieno di pietre (era un avvallamento che han riempito di macerie anni fa), la terra è grigia grigia che se la lasci scoperta e ci cammini sopra diventa come il cemento ma è il mio giardino meraviglioso…

Ad essere onesti ed obiettivi non è tanto meraviglioso e produce un pò pochino MA…
è ricco di ortiche (che si mangiano e sono un’ottima fonte di ferro), di tarassaco (dalle mie parti si chiama girasole), di finta ortica che grazie ad hervor del forum crisis.blogosfere.it ho saputo che si chiama Lamium (anche questa si mangia, o meglio, l’ho mangiata in frittata a casa di amici), di luppolo (i bruscandoli che dicevano i ragazzi di Radio Gamma 5 di Padova e che siamo impazziti ad identificare una sera al presidio), di melissa (erba officinale che non credo serva descrivere), di malva (altra erba officinale molto importante), di borraggine (ne vado pazza soprattutto in frittella), insomma tutta roba utile che spesso ho timore di tagliare per paura che poi non cresca più.

Così, nelle parti non coltivate le ortiche raggiungono altezze bibliche con gran scuotimenti di testa dei vicini, ma io le lascio crescere intanto perchè tengono il terreno coperto, poi se ne può mangiare un pò, e poi se ne fà il macerato che serve sia come antipidocchi delle piante sia come concime.
Resta però un piccolo, freddo, fazzoletto di 100 mq, metà dei quali dedicati al cane, al serbatoio dell’acqua ed alla compostiera, per cui non è sufficiente nemmeno per una come me che di verdure non ne mangia tante.

Che fare allora? Integro con il balcone con una gran quantità di vantaggi che vi spiegherò dopo cena…

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