il 22 febbraio ho deciso di iniziare a sfruttare il sole che arriva sul balcone mettendo in due vasi (un pò piccoli per la verità ma la smania di mettere in pratica l’esperimento era troppa) delle patate “del burro” che avevo avanzato dall’acquisto autunnale da Luca del Cels.
cosa sono le patate del burro?
quelle patatine che si mangiano fresche, cotte senza sbucciarle (semmai grattando via la buccia) in una pentola (meglio a fondo spesso) coperta, con un pò di burro, un rametto di rosmarino ed uno spicchio d’aglio (se piace). Ogni tanto si dà uno scossone alla pentola per girare le patate e per il resto le si lasciano cuocere a fuoco basso, nel burro e nel loro stesso vapore.

Cosa ho fatto per piantare le patate:
ho preso due vasi, messo un pò di terriccio(diciamo 10 cm), inserito le patatine e coperto con un pò di terra (quando si piantano le patate “vere” il consiglio è di partire con uno strato di 20-25 cm tra sopra, sotto e patate. siccome le patate del burro sono piccoline ho usato meno terra).
Ho bagnato un pò e poi ho messo i vasi su due sedie dietro ad una porta del balcone, con uno spessore li ho tenuti un pò inclinati verso il sole in modo che ricevessero più caldo e luce possibile.
I vasi stanno sempre dentro perchè al mattino sono sempre di fretta e la sera rientro molto tardi quindi non posso dedicare la giusta cura ai miei vasi.
Il sabato e la domenica invece mi godo le giornate come facevo una volta, quando non lavoravo ed ero una casalinga: quando il sole arriva al punto giusto del balcone metto fuori i vasi, e quando il sole tramonta dietro alla Rocca Bianca li rimetto dentro.
Domenica pomeriggio mi sono detta: ma ste patate crescono a vista d’occhio!
Ma siccome l’occhio del padrone ingrossa le patate non mi sono presa troppo sul serio.
ma oggi, e siamo a mercoledì, sono andata a vedere se per caso non abbisognavano di una piccola innaffiatina e…..
ragazzi!
In tre giorni i germogli migliori sono cresciuti almeno una voltaemmezza.
aspetto domenica (che peraltro è un mese esatto che le ho piantate) e poi vi faccio le foto così confrontate da voi (ne ho fatte domenica scorsa).
come intendo proseguire l’esperimento?
domenica aggiungerò del terriccio e delle foglie, diciamo altri 10-15 cm, e poi tra due domeniche di nuovo fino a che il vaso non sarà ben pieno. Poi aspetterò che le piante di patate fioriscano (dicono dalle mie parti che se la patata non fiorisce non fà patate) e che le piante avvizziscano un poco. poi svuoterò i vasi (forse in tempo per metterci dei pomodori o altre patatine, chissà)

Nel frattempo a dire il vero mi stavo organizzando per “esperimenti” più su larga scala.
Le possibilità, oltre alla coltivazione tradizionale, sono:
patate sotto ai cartoni e sotto alla paglia,
– patate nei copertoni.
– patate nelle cassette
– patate nei bidoni.

La prima possibilità ho detto che è da riprovare anche se penso che in una zona fredda come la mia, forse, i cartoni e la paglia tengono il terreno troppo fresco allungando i tempi di germinazione. Insomma, sono indecisa.
La seconda non mi piace tanto, è vero che mi dicono che i copertoni vecchi han perso praticamente tutte le sostanze non piacevoli che avevano, ma io sono già disordinata, diciamo che ho un orto creativo, se aggiungessi dei copertoni sembrerebbe veramente una discarica…
La terza è la mia interpretazione dei copertoni in chiave ecologica.
La quarta ha la sua comodità (per esempio di non dover impilare cassette di frutta e farle stare in piedi) ma in questi periodi poco caldi occorrerebbe, secondo me, essere a casa per orientarli almeno tre volte al giorno come si fa con essiccatori e forni solari perchè ricevano il maggior caldo possibile.

Ho altre due idee per le patate, una suggerita da un link reperito dal blog http://autarkyintheuk.blogspot.com/ e cioè utilizzare un sacco di iuta (costoso peraltro). Potete vedere l’idea realizzata sul blog io e la transizione.

L’altra idea prevede l’utilizzo di un sacco di telo di plastica con cucita all’interno una spiralona di metallo.
Il sacco è venduto come borsa per raccogliere le foglie in giardino, la spiralona di metallo lo tiene aperto e in piedi. In inverno si schiaccia il saccone, la mola si contrae ed occupa poco spazio. Ecco, stavo pensando di fargli qualche buco per lo scolo dell’acqua e di tenerlo basso con dei cordini allentandoli a mano a mano che copro le piantine di patate con terra o pacciame.

I dubbi sull’esperimento: devo capire come comportarmi a causa della diversità di altezza delle piantine, anche l’anno scorso nelle cassette è successa la stessa cosa: qualche pianta cresce poco altre moltissimo, se copro il giusto le piccole, le grandi restano fuori, se copro il giusto le grandi, le piccole restano sepolte.
che fare?
boh vedremo di chiedere a Nicola o di farci venire qualche buona idea…

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