Orto sul balcone


Tempo addietro Nicola mi consigliò di iscrivermi alla mailing list di questo sito: http://www.the-gardeners-calendar.co.uk/

Lo feci e devo dire che ricevere ogni giovedì un calendario con “cosa è meglio seminare” e “cosa è meglio lasciare perdere” è molto comodo.

Non ho mai ringraziato direttamente Nicola, ma per ringraziarlo segnalo anche a voi questo sito.

Intanto, dalla mailing list di cui sopra, apprendiamo che:

domani, domenica e lunedì sono giorni buoni per seminare ortaggi a foglia (Cavoli, Sedano, Sedano Rapa, Lattuga, Spinaci, Aneto e  Rabarbaro) ma NON sono giorni buoni per seminare Melanzane, Fave, Piselli, Peperoni, Pomodori e Cetrioli.

Martedì e Mercoledì a rovescio.

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Tra poco la primavera sarà qui ed è ora di cominciare a pensare all’orto e al balcone.

Il primo passo è: cosa piantare?

Ancora non ho deciso.

Però, qualunque cosa deciderò di cominciare a seminare, bisognerà tenere conto del calendario lunare:

Febbraio
  Lu Ma Me Gi Ve Sa Do
   1 2 3 4 6 7
   8 9 10 11 12 13
   15 16 17 18 19 20 21
   23 24 25 26 27
                     
               
Marzo
  Lu Ma Me Gi Ve Sa Do
   1 2 3 4 5 6
  8 9 10 11 12 13 14
  16 17 18 19 20 21
  22 24 25 26 27 28
       29 31        
           

Legenda:

= Luna piena = Luna nuova = Primo quarto = Ultimo quarto

L’idea è nata da un’altra idea, da un’osservazione, da un bisogno e da un ricordo.

L’idea
Qualche tempo addietro ho seguito un link partendo dall’orto di carta di Nicola. Vi si spiegava come costruire, partendo da bottiglie di plastica, dei contenitori per la coltivazione.
Immediatamente ho provato a tagliare una bottiglia come indicato ed a seminarci dell’insalata dentro.

L’osservazione
La prima cosa che ho notato è che si creavano delle alghe (o muschio o muffa) all’interno della bottiglia, sul lato più esposto alla luce. Non mi ha ispirato fiducia. (Tra l’altro da ex allevatrice di pesci quando vedo alghe penso ai nitrati e se leggerete fino in fondo questo articolo capirete perchè la cosa non mi è piaciuta molto)

Il bisogno
Ho subito pensato che la dimensione di una bottiglia di plastica da due litri è estremamente simile alle dimensioni della mia frazione di rifiuti più grossa e meno riducibile: le scatole del cibo per la cagnetta.

Il ricordo
Ho ricordato che mia nonna usava delle grosse latte (quelle in cui si vendeva l’olio qualche anno fa) per piantare fiori sul balcone e allora mi sono detta: perchè no?

Detto-fatto ho iniziato l’esperimento lavando ed asportando l’etichetta alle lattine.
Poi ho fatto dei buchi sul fondo ed ho messo un piantino d’insalata (canasta per la precisione).
Quando ho piantato l’insalata ho fatto un pò di esperimenti, le piantine erano 12 e quindi ne ho sparse un pò nell’orto e un pò nei contenitori tra cui un vaso dove avevo già coltivato dell’insalata l’anno scorso.
Ieri ho fatto qualche foto, giudicate voi:

Piantina di Lattuga Canasta in un vaso

Piantina di Lattuga Canasta in un vaso

Piantina di Canasta in Lattina

Piantina di Canasta in Lattina

La molletta per stendere i panni serve da “misura”.
L’insalata nella latta è il doppio di quella in vaso che è il doppio di quella nell’orto (e che per questo non ho perso tempo a fotografare)

Direi che non è male.
Penso che la differenza sia data dalla forma del contenitore che, particolarmente in questa stagione, aiuta la terra a scaldarsi anche in quella che, per la pianta, è la profondità.

Il passo successivo sarà realizzare un’apposita rastrelliera per raccogliere le lattine, ne potete vedere realizzata qui una per sorreggere le bottiglie di plastica

Svantaggi:
– Le lattine arrugginiscono (anche se non così facilmente all’interno). Devo fare qualche ricerca per capire se la cosa può dar fastidio (ma da queste parti si dice che le lattine “concimano”)
– Sul balcone le lattine hanno un aspetto un pò zingaresco (ma non è cosa che mi preoccupa)
– In estate le lattine potrebbero attirare troppo il caldo ed ecco perchè non le ho dipinte per renderle più piacevoli alla vista o per aumentarne la durata. A parte la possibile tossicità della vernice, ho pensato che il colore naturale potesse riflettere il troppo caldo in estate (e in calabria le solette vengono verniciate in argento mica per niente…)

Vantaggi:
– Anticipo la stagione (e probabilmente l’allungo anche)
– Bisogna ancora vedere fino a che punto di crescita la terra contenuta nella lattina “regge” l’insalata. In ogni caso basta lasciare andare a seme qualche pianta (magari coltivata in un vaso grosso) per avere gratuitamente semi a sufficienza per avere una buona rotazione di insalate da mangiare quando non sono ancora molto sviluppate (direi che quella nella foto, un pò più grossa, basta per una porzione, ma siccome le lattine sono “gratis” se ne possono piantare quante se ne vuole, magari facendo i piantini a parte, risparmiando ulteriormente spazio)
– Se (e lo scopriremo col tempo) la lattina è sufficiente per far crescere l’insalata ancora diciamo il doppio di quello che è, siccome le lattine possono essere posizionate alla distanza che si vuole, si ottiene un buon risparmio di terriccio (e quindi di peso per il balcone).

Migliorie apportabili all’esperimento:
Al momento non me ne vengono in mente, forse dovrei piantare l’insalata un pò più in alto per evitare che, crescendo, le foglie esterne si rovinino appoggiandosi sul bordo.

canasta-nella-latta-15-aprile-2009-2

Note all’esperimento:
Le insalate vanno raccolte preferibilmente alla sera (o comunque non al mattino) e concimate poco (se la terra è buona direi concimate niente).
Il motivo è da ricercarsi nell’alto contenuto di nitrati che hanno queste (ed altre) verdure.
I nitrati non sono dannosi di per sè ma come scrivono su di un sito: In determinate circostanze (p.e. lunghi tempi di conservazione, calore, pH acido) può però trasformarsi in nitrito, dagli effetti tossici.

Ah…
visto che le lattine abbondano ho messo in piedi altri esperimenti: fagiolini e carote (queste ultime sono giusto un esperimento visto che in una lattina ce ne stanno 3 😉 )

Fagioli e Carote coltivati in lattina

Fagioli e Carote coltivati in lattina

vedremo…

Qualche aggiornamento fotografico sulle mie patatine in vaso dopo le immagini inserite qualche giorno fa:

Patate il 21 marzo prima del rincalzo

Patate il 21 marzo prima del rincalzo

Patate il 21 marzo dopo il rincalzo

Patate il 21 marzo dopo il rincalzo

Patate il 04 aprile

Patate il 04 aprile

patate il 4 aprile dopo il rincalzo e qualche foglia tagliata

patate il 4 aprile dopo il rincalzo e qualche foglia tagliata

diciamo pure che le “figliocce” crescono 🙂

Si lo so, i miei titoli lasciano alquanto desidederare…
…oppure la pioggia mi infastidisce più di quanto credessi… Di fatto… piove!
…da sabato….

incomincio a preoccuparmi perchè la pioggia è fitta, perchè la Dora è parecchio “grossa” ma soprattutto perchè una mia amica dice che sul calendario di Frate indovino è scritto che pioverà fino al 25 aprile (salvo qualche breve schiarita).

Non vorrei trovarmi di nuovo in mezzo ad una alluvione…
In realtà io sto in alto e non sono stata alluvionata neanche l’anno scorso, ma caspita! senza sole le verdurine non crescono!!!
Il lato positivo rispetto all’anno scorso è che i bancali non van zappati (l’anno scorso l’alluvione mi colse con l’orto in attesa di preparazione).
Ma bon, fine lì… e io ho fretta di mettere le mani in past… ehm… nella terra e invece piove (aprile ogni giorno un barile)

Ad ogni modo le patate nel vaso sono cresciute ancora parecchio…
da buona pessimista mi chiedo se è crescita sana o crescita in cerca di luce (sono ancora dentro, su due sedie dietro ad una porta a vetri). Quale sarà la lunghezza “giusta” tra gli internodi di quella varietà di patate? E chi può dirlo!!!
Comunque sabato le rincalzerò per la seconda e ultima volta e pianterò le patatozze rosse che ho messo da parte nel saccone con la molla di cui parlavo qualche tempo fa.

Resta il problema di che fare di una decina di kg di patate che tenevo in sacchi da farina di carta, quelli grossi dei panettieri: sono un pò fiappe ed hanno dei lunghi germogli bianchi. Queste due cose sembrerebbero non essere un bene per il raccolto.

Non ho resistito fino a domenica e stasera ho fotografato le patate (piantate il 22 febbraio)

Questa la foto del 14 marzo

Patate 14 marzo 2009

Patate 14 marzo 2009

Questa la foto di stasera

Patate 19 marzo 2009

Patate 19 marzo 2009

il 22 febbraio ho deciso di iniziare a sfruttare il sole che arriva sul balcone mettendo in due vasi (un pò piccoli per la verità ma la smania di mettere in pratica l’esperimento era troppa) delle patate “del burro” che avevo avanzato dall’acquisto autunnale da Luca del Cels.
cosa sono le patate del burro?
quelle patatine che si mangiano fresche, cotte senza sbucciarle (semmai grattando via la buccia) in una pentola (meglio a fondo spesso) coperta, con un pò di burro, un rametto di rosmarino ed uno spicchio d’aglio (se piace). Ogni tanto si dà uno scossone alla pentola per girare le patate e per il resto le si lasciano cuocere a fuoco basso, nel burro e nel loro stesso vapore.

Cosa ho fatto per piantare le patate:
ho preso due vasi, messo un pò di terriccio(diciamo 10 cm), inserito le patatine e coperto con un pò di terra (quando si piantano le patate “vere” il consiglio è di partire con uno strato di 20-25 cm tra sopra, sotto e patate. siccome le patate del burro sono piccoline ho usato meno terra).
Ho bagnato un pò e poi ho messo i vasi su due sedie dietro ad una porta del balcone, con uno spessore li ho tenuti un pò inclinati verso il sole in modo che ricevessero più caldo e luce possibile.
I vasi stanno sempre dentro perchè al mattino sono sempre di fretta e la sera rientro molto tardi quindi non posso dedicare la giusta cura ai miei vasi.
Il sabato e la domenica invece mi godo le giornate come facevo una volta, quando non lavoravo ed ero una casalinga: quando il sole arriva al punto giusto del balcone metto fuori i vasi, e quando il sole tramonta dietro alla Rocca Bianca li rimetto dentro.
Domenica pomeriggio mi sono detta: ma ste patate crescono a vista d’occhio!
Ma siccome l’occhio del padrone ingrossa le patate non mi sono presa troppo sul serio.
ma oggi, e siamo a mercoledì, sono andata a vedere se per caso non abbisognavano di una piccola innaffiatina e…..
ragazzi!
In tre giorni i germogli migliori sono cresciuti almeno una voltaemmezza.
aspetto domenica (che peraltro è un mese esatto che le ho piantate) e poi vi faccio le foto così confrontate da voi (ne ho fatte domenica scorsa).
come intendo proseguire l’esperimento?
domenica aggiungerò del terriccio e delle foglie, diciamo altri 10-15 cm, e poi tra due domeniche di nuovo fino a che il vaso non sarà ben pieno. Poi aspetterò che le piante di patate fioriscano (dicono dalle mie parti che se la patata non fiorisce non fà patate) e che le piante avvizziscano un poco. poi svuoterò i vasi (forse in tempo per metterci dei pomodori o altre patatine, chissà)

Nel frattempo a dire il vero mi stavo organizzando per “esperimenti” più su larga scala.
Le possibilità, oltre alla coltivazione tradizionale, sono:
patate sotto ai cartoni e sotto alla paglia,
– patate nei copertoni.
– patate nelle cassette
– patate nei bidoni.

La prima possibilità ho detto che è da riprovare anche se penso che in una zona fredda come la mia, forse, i cartoni e la paglia tengono il terreno troppo fresco allungando i tempi di germinazione. Insomma, sono indecisa.
La seconda non mi piace tanto, è vero che mi dicono che i copertoni vecchi han perso praticamente tutte le sostanze non piacevoli che avevano, ma io sono già disordinata, diciamo che ho un orto creativo, se aggiungessi dei copertoni sembrerebbe veramente una discarica…
La terza è la mia interpretazione dei copertoni in chiave ecologica.
La quarta ha la sua comodità (per esempio di non dover impilare cassette di frutta e farle stare in piedi) ma in questi periodi poco caldi occorrerebbe, secondo me, essere a casa per orientarli almeno tre volte al giorno come si fa con essiccatori e forni solari perchè ricevano il maggior caldo possibile.

Ho altre due idee per le patate, una suggerita da un link reperito dal blog http://autarkyintheuk.blogspot.com/ e cioè utilizzare un sacco di iuta (costoso peraltro). Potete vedere l’idea realizzata sul blog io e la transizione.

L’altra idea prevede l’utilizzo di un sacco di telo di plastica con cucita all’interno una spiralona di metallo.
Il sacco è venduto come borsa per raccogliere le foglie in giardino, la spiralona di metallo lo tiene aperto e in piedi. In inverno si schiaccia il saccone, la mola si contrae ed occupa poco spazio. Ecco, stavo pensando di fargli qualche buco per lo scolo dell’acqua e di tenerlo basso con dei cordini allentandoli a mano a mano che copro le piantine di patate con terra o pacciame.

I dubbi sull’esperimento: devo capire come comportarmi a causa della diversità di altezza delle piantine, anche l’anno scorso nelle cassette è successa la stessa cosa: qualche pianta cresce poco altre moltissimo, se copro il giusto le piccole, le grandi restano fuori, se copro il giusto le grandi, le piccole restano sepolte.
che fare?
boh vedremo di chiedere a Nicola o di farci venire qualche buona idea…

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