E voilà! 15 giorni fa mi sono decisa a fare il dado con il metodo a caldo.
Ingredienti (più o meno quello che avevo in casa):
1 porro (262gr.), 3 carote (400 gr.), sedano (260 gr.) un mazzetto di prezzemolo (70 gr.), 1 spicchio d’aglio, 5 foglioline di salvia, 3 di alloro, 3 chiodi di garofano, sale (200 gr.).

Ho tritato le verdure poi le ho messe dentro una pentola con il fondo un pò spesso ed ho aggiunto il sale mescolando bene. Ho lasciato asciugare tutta la sera poi ho messo il dado, ancora caldo, dentro a dei vasetti: 1 da 200 ml, 1 da 100 ed un’altro da 200 riempito per oltre metà.

Come spesso accade mi sono dimenticata il tutto sulla stufa ed il dado si è appiccicato al fondo della pentola, diciamo che è bruciacchiato un pò. Questa parte non l’ho invasettata subito, anzi ero lì lì per buttarla un pò abbacchiata MA il mio compagno che è uno che mangia(va) il dado così , tal quale (trovandolo anche buono, bleach) ha pensato bene di assaggiarlo scoprendo che è identico al dado acquistato.
Ho quindi provveduto a recuperare anche quella parte che è rimasta a “schegge” e che qualcuno sta usando per farsi il brodo al pomeriggio (fa freddo qui).

Note alla ricetta:

  1. questa volta non ho messo cipolle perchè avevo in casa un porro veramente grosso. Direi che va bene così.
  2. mia mamma mi raccontava di una vicina (villeggiante) che in estate preparava una sorta di dado con le verdure secche. Non credo che si tratti del classico sale aromatizzato. Quest’estate devo andare a caccia della vicina e scovare la sua ricetta…
  3. Il dado “bruciacchiato” mi ha fatto venire un’idea: e se si preparasse questo purà di verdure salate e lo si mettesse nell’essicatore tagliato a cubetti? Non sto cercando di replicare il dado commerciale ma pensavo che il sale unito all’essiccazione potrebbero dare un prodotto a conservazione lunghissima. Da pensarci (anche perchè non ho un’essiccatore e costruirne uno solare mi pare un pò prematuro per le mie capacità)

Direi, anche dai commenti di mia mamma, che questo possiamo metterlo nella categoria degli esperimenti riusciti.

Note alla faccenda:
abbiamo scoperto da poco che il glutammato, tra gli ingredienti principali del dado commerciale, è una sorta di scarto industriale riutilizzato ad uso alimentare. Ora, io sono per il riutilizzo ed il recupero di quello che altri considerano pattume, però il glutammato ha degli effetti poco simpatici sulla salute di cui vi parlerò meglio prossimamente. Direi che si tratta comunque di un ulteriore incentivo a prepararsi il dado in casa.

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E voila’, alla fine ieri ho fatto l’esperimento: dado vegetale sotto sale.
Perche’ fare le conserve in casa direte voi?
Rispondo: per ottimi motivi, elencati in ordine sparso:

    – si risparmia (soprattutto se gli ingradienti o buona parte di essi provengono dall’orto o dal balcone)

    – sai quali sono gli ingredienti (e coi chiari di luna che ci sono nel campo degli alimenti industriali non mi pare affatto poco)

    – dai una mano a ridurre il traffico sulle strade ed il relativo inquinamento

    – ti diverti facendo qualcosa di “diverso”

    – riduci i rifiuti

    – riduci il pil non acquistando

Veniamo alla ricetta liberamente tratta da quella che trovate qui.
Ingredienti che ho utilizzato:
3 carote (215 gr.), 2 porri (140 gr.), 1 cipolla piccola (75 gr.), 1 zucchino piccolo (70 gr. l’orto non ne ha prodotte altre), un mazzetto di sedano (120 gr.) un mazzetto di prezzemolo (30 gr.), 1 spicchio d’aglio, 10 foglie di salvia, 4 di alloro, 4 chiodi di garofano, sale.

Ho tritato tutto finemente con la mezza luna (anche detta ciapulot), poi ho pesato il tutto ed aggiunto sale in proporzione (la ricetta prevedeva 400 gr di sale per circa un kg di verdure).
E qui il primo problemino, il tempo di girarmi ad asciugare i vasetti che la verdura ha prodotto una gran quantità d’acqua… grrrrr non era previsto, ma niente paura, ho preso un megacolino ed ho travasato il tutto dentro lasciando scolare una decina di minuti, ho aggiunto un paio di cucchiai di sale, poi ho invasato e coperto con circa un cm di altro sale.
ho ottenuto due vasetti da 200 ml e 2 da 100 (per eventuali assaggi al parentado).
Poichè in cucina non si butta mai via niente, ieri sera ho usato il liquido delle verdure per fare il brodo ed i tortellini non sono venuti affatto male.

L’idea iniziale dell’esperimento era di tritare molte più verdure per fare il ‘dado’ metà a crudo e metà a caldo, ma poi ho visto quanto tempo doveva cuocere ed allora ho pensato di rimandare a quando avrò acceso la stufa (tanto se continua così non ci vorrà ancora tanto: la minima di stanotte è stata di 10 gradi, ho paura di andare a vedere i pomodori nell’orto e quelli sul balcone)

Note per migliorare l’esperimento:
Gli aromi della verdura tritata erano veramente intensissimi, abbastanza da nauseare e da lasciarmi una irritazione alla gola tipo quando si respira il fumo di un falò. La prossima volta occorrera’ o mettere una mascherina, o usare il frullatore/tritatutto.